Nei di diversi colori: quando preoccuparsi e quando basta il controllo

I nevi sono aggregati benigni di melanociti, ossia le cellule deputate alla produzione di melanina, il pigmento che conferisce colore alla pelle. Possono essere congeniti (che compaiono alla nascita o entro i due anni d’età) o acquisiti (che compaiono durante il corso della vita, con un aumento durante la pubertà).

Sono i fattori genetici, come la familiarità (presenza di nevi multipli nei familiari), e fattori ambientali, come l’esposizione solare, a influire sulla comparsa di nuovi nevi. Sicuramente individui con pelle chiara (fototipo II) sviluppano più nevi rispetto ai soggetti con pelle più scura.

I nevi possono avere colori diversi. Il colore dipende dalla profondità della melanina (nero/marrone più superficiale, grigio-blu più profondo) e, da solo, non indica se una lesione è pericolosa. Sono fondamentali altri caratteri e pattern visibili solo con l’epiluminescenza per poter capire se un nevo è a rischio o meno.

È bene rivolgersi allo specialista se compare una lesione nuova, se un neo cambia colore, forma o dimensione, o se sanguina o prude. La regola ABCDE è utile al paziente per l’autovalutazione, ma il controllo del dermatologo rimane la pietra miliare per una corretta valutazione e per l’individuazione di eventuali tumori cutanei, in particolare il melanoma.

Attraverso la dermoscopia è possibile individuare strutture invisibili a occhio nudo, anche in zone nascoste, come il cuoio capelluto. Sta al dermatologo decidere se mappare o meno alcuni nevi che appaiono atipici per monitorarne l’evoluzione nel tempo e se intervenire su lesioni sospette. In tal caso l’asportazione è chirurgica e sempre seguita da esame istologico, che è l’unico strumento diagnostico che permette di avere una diagnosi di certezza.

La visita annuale resta il cardine della prevenzione per tutti, in particolare dall’adolescenza in poi.