Nevi sospetti, cosa fare?

Inquinamento, sole e fattori ambientali mettono ogni giorno alla prova la nostra pelle. Le sostanze inquinanti, così come l’esposizione ai raggi ultravioletti, possono danneggiare le cellule cutanee e alterare il DNA, favorendo l’invecchiamento precoce, la comparsa di macchie e l’aumento del numero di nei.

Chi presenta numerosi nei, in particolare molti nei atipici, è più predisposto a sviluppare un melanoma: per questo il controllo periodico è fondamentale. Durante la visita, il dermatologo esamina la pelle con il dermatoscopio e può decidere di eseguire la mappatura, registrando le immagini dei nei sospetti per confrontarle nel tempo. Se una lesione mostra caratteristiche anomale o se cambia, si procede con l’asportazione chirurgica e l’esame istologico, unico strumento diagnostico definitivo.

Attenzione a ogni cambiamento: un neo nuovo, diverso o che muta nel tempo va sempre controllato. La regola dell’ABCDE (Asimmetria, Bordi, Colore, Dimensione, Evoluzione) resta un utile riferimento, ma non sostituisce la valutazione specialistica.

Anche chi lavora a contatto con la pelle, come parrucchieri ed estetisti, può avere un ruolo importante nel segnalare lesioni sospette non facilmente visibili.