L’orticaria è un disordine infiammatorio della cute caratterizzato dai “pomfi” e da angioedema.
I pomfi sono dovuti al gonfiore del derma superficiale e si presentano come lesioni lievemente rilevate sul piano cutaneo, di colore rosa pallido, spesso pruriginose, che scompaiono nell’arco delle 24 ore.
L’angioedema è un gonfiore del derma più profondo e del tessuto sottocutaneo, che può durare anche 2–3 giorni e può avere conseguenze più importanti, per cui è bene impostare subito un trattamento.
I mastociti sono le cellule protagoniste dell’orticaria, che rispondono a diversi stimoli rilasciando istamina. Le cause scatenanti sono multiple e possono includere fattori allergici, autoimmuni, farmaci, alimenti, infezioni. Molti sono anche i casi di orticaria spontanea o idiopatica, di cui non si conosce la causa.
La diagnosi si basa sulla storia e sull’esame clinico. La determinazione della causa e dei fattori scatenanti spesso richiedono esami ematici, test cutanei e in alcuni casi biopsie, anche per escludere altre possibili diagnosi.
Cause e fattori predisponenti
L’orticaria può essere scatenata da diversi fattori. Tra i più comuni:
- reazioni allergiche a cibi o farmaci;
- infezioni virali o batteriche;
- punture di insetto o contatto con sostanze urticanti;
- stress fisico o emotivo, che può agire come fattore scatenante;
- malattie autoimmuni.
Diagnosi e trattamento
La diagnosi deve includere:
- anamnesi dettagliata (alimentazione, farmaci, stress, esposizioni);
- test allergologici;
- esami ematici, infettivologici o immunologici.
Il trattamento è sempre personalizzato e può prevedere:
- antistaminici di seconda generazione come prima linea terapeutica;
- corticosteroidi sistemici a breve termine, solo nelle fasi acute più intense;
- immunomodulatori o farmaci biologici nelle forme croniche refrattarie;
- trattamento e controllo dei fattori associati (stress, infezioni, dieta).
Follow-up e mantenimento
Il percorso prevede:
- controlli periodici e monitoraggio dell’andamento clinico e della risposta terapeutica;
- adeguamento del trattamento in base alla gravità e alla frequenza degli episodi;
- valutazione dell’impatto su stress, sonno e qualità della vita.
Una gestione continuativa permette di tenere sotto controllo i sintomi e migliorare la tollerabilità cutanea nel tempo.



